Apransi omai le sotterranee porte di quest'orrido avel, tomba e prigione, acciò veda ciascun come la morte tutto il bello dell'uom guasta e scompone.
Di cadaveri estinti in varia sorte l'ossa spolpate a meditare espone e fastosa col piè preme ben forte toghe, porpore, mitre, ostri e corone.
Mortal, se in te tanto saper non regna, scendi in questo liceo di morte amara, e te medesmo a gran profitto impegna.
E se l'anima tua t'è grata e cara, quanto ogni morto a ben morir t'insegna, tanto tu vivo a viver ben impara.

Un cuore può ancora spezzarsi una volta che ha smesso di battere? |